Una delle tendenze che si sta via via diffondendo, cambiando radicalmente il modo di lavorare, ma anche il modo di vivere un periodo di vacanza, è quella della “workation”.
Con l’arrivo della pandemia, le abitudini lavorative di molte persone sono totalmente cambiate, grazie all’introduzione massiccia dello smart working. A differenza dello smart working, però, la modalità workation permette alle persone di poter gestire il proprio lavoro in qualsiasi luogo di villeggiatura, sia in Italia che all’estero. Vorresti scoprirne di più su questa pratica? Tra vantaggi e mete ideali, ecco tutto quello che dovresti sapere sul tema.
Per inquadrare al meglio questa nuova tendenza, è importante partire dal significato di “workation”. Questo termine non è altro che l’unione delle parole “work” e “vacation”, ossia “lavoro” e “vacanza”. La workation è, quindi, una forma di lavoro da remoto che si attua in posti di villeggiatura e proprio questo la rende differente dallo smart working.
In questi ultimi anni stiamo assistendo a notevoli trasformazioni in ambito lavorativo e i confini tra lavoro e vacanze si stanno via via facendo sempre più labili. La libertà di poter trasformare qualsiasi luogo in un ufficio sta cambiando la vita di moltissime persone e sta, allo stesso tempo, cambiando anche il concetto di viaggio e di vacanza.
Continuando a rispettare il proprio orario lavorativo e i propri impegni, la workation consente però di terminare la propria giornata rilassandosi su una magnifica spiaggia o facendo una passeggiata in montagna, ciò significa imparare a gestire in modo migliore il proprio tempo con ottime conseguenze sull’umore e, quindi, anche da un punto di vista di rendimento lavorativo. Alla base di questo concetto c’è il desiderio di un bilanciamento tra la sfera lavorativa e la sfera personale, affinché entrambe possano essere pienamente soddisfatte.
Parlando di numeri, in Italia questa tendenza è esplosa nel corso del 2021, in risposta al periodo pandemico. Secondo una ricerca condotta da Airbnb, già durante l’autunno dello stesso anno, su un campione di 2000 lavoratori italiani, il 66% di questi stava già pianificando di recarsi in luoghi di vacanza pur continuando a lavorare da remoto. Si tratta, chiaramente, di un boom destinato sempre più ad aumentare.
Proprio per questo motivo, tantissime strutture alberghiere, case vacanza e anche campeggi, si stanno sempre più attrezzando per offrire ai propri clienti la possibilità di lavorare dalle località turistiche, fornendo camere o spazi con postazioni di lavoro complete di tutto il necessario per sentirsi come in un vero ufficio. Inoltre, moltissime strutture turistiche hanno già iniziato ad offrire dei veri e proprio pacchetti dedicati sia ai lavoratori che alle loro famiglie, offrendo anche servizi di intrattenimento e di baby-sitting.
Vediamo, adesso, perché decidere di fare una workation ha i suoi pro e i suoi contro. Come abbiamo anticipato, gli aspetti più rilevanti della workation, che in parte stanno alla base anche dello smart working, hanno a che fare con il bilanciamento tra sfera personale, sfera lavorativa e il raggiungimento degli obiettivi.
Accostare la parola “lavoro” alla parola “vacanza” è oggetto di dibattito da parte di aziende, lavoratori e istituzioni, un dibattito ancora aperto anche riguardo lo smart working, soprattutto in Italia. La workation alimenta questo dibattito nonché le critiche connesse ad esso, in quanto, molte aziende appaiono ancora scettiche nel credere che il lavoratore in vacanza possa realmente lavorare e raggiungere i propri obiettivi.
In tutto questo scenario, il rischio della workation è però quello di non riuscire a bilanciare correttamente sfera personale e lavorativa a discapito di quella personale, in quanto, lavorare in vacanza potrebbe aumentare il rischio di non staccare mai davvero, neppure quando si è in ferie.
Per molte persone, però, l’ambiente domestico non è il luogo migliore in cui lavorare, anzi, rappresenta una fonte di ulteriore stress. Proprio per questo motivo un cambio di location e scenario può aiutare a favorire l’umore e la concentrazione e di conseguenza, anche la produttività. Lavorare in un luogo di villeggiatura può aiutare a stabilire una nuova routine, con effetti positivi sia sulla sfera personale che su quella lavorativa.
Un’indagine condotta dal motore di ricerca KAYAK ha contribuito a identificare le località più adatte per la workation e il lavoro a distanza. La classifica è stata stilata analizzando 111 Paesi sulla base di 22 indicatori suddivisi in 6 categorie. Le categorie sono: accessibilità e costi di viaggio, salute e sicurezza, prezzi ed economia locale, possibilità di lavorare a distanza, meteo e vita sociale.
Dalla classifica stilata, al primo posto tra le mete ideali per viaggiare senza smettere di lavorare (e viceversa) c’è sicuramente il Portogallo. Già molto noto tra i cosiddetti “nomadi digitali”, in Portogallo il costo della vita è relativamente basso, il clima è davvero invidiabile e il tasso di criminalità è piuttosto basso. Inoltre, proprio conseguentemente a questo fenomeno, il Portogallo permette ai nomadi digitali di avere un visto e la presenza di spazi destinati al coworking è sempre più massiccia.
Al secondo posto della classifica troviamo la Spagna, soprattutto la zona sud dell’Andalusia e le Isole Canarie, ma anche città più grandi come Madrid. Tra i motivi alla base di questa scelta ci sono sicuramente il clima piuttosto soleggiato e piacevole in modo da poter godere di tutte quelle attività che si possono fare all’aperto, ma anche il costo della vita, i collegamenti e i servizi e l’importante patrimonio culturale e naturale di cui dispone il Paese.
Al terzo posto, tra le mete migliori per lavorare da remoto c’è la Romania, un Paese spesso sottovalutato ma di una bellezza mozzafiato. La Romania, infatti, offre prezzi molto interessanti quando si tratta di affitti di appartamenti a lungo termine, inoltre anche la ricca gastronomia locale è uno dei motivi per cui scegliere questo Paese come destinazione. Oltre al fatto che, chiaramente, la maggior parte della gente del luogo parla inglese e questo è sicuramente un aspetto da considerare.
A questi tre Paesi si aggiungono altre località ideali in cui coniugare lavoro e vacanza, come ad esempio le Isole Mauritius, il Giappone, Malta, la Costa Rica, Panama, la Repubblica Ceca e, infine la Germania. Come vediamo, quindi, la scelta tra i Paesi in cui fare workation è molto ampia e può assecondare tutte le esigenze di coloro che vogliono stravolgere la propria routine quotidiana e provare questa nuova esperienza.
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